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Intelligenza ArtificialePrivacy

L’impiego dell’intelligenza artificiale nel settore automotive: implicazioni e compliance in materia di protezione dei dati personali

Introduzione

L’industria automobilistica sta vivendo una rivoluzione tecnologica senza precedenti, con l’integrazione massiccia di sistemi basati su intelligenza artificiale. Questa trasformazione, se da un lato offre importanti benefici in termini di sicurezza stradale ed efficienza, dall’altro solleva complesse questioni giuridiche relative alla protezione dei dati personali.

Il veicolo come ecosistema digitale

Il veicolo moderno è diventato un vero e proprio ecosistema digitale, capace di raccogliere ed elaborare enormi quantità di dati personali. I sistemi di assistenza alla guida (ADAS) processano continuamente informazioni sul comportamento di guida, sugli spostamenti e, attraverso telecamere e sensori, potenzialmente anche dati biometrici del conducente, dei passeggeri e di terzi.

I veicoli autonomi generano addirittura diversi terabyte di dati al giorno, includendo geolocalizzazione continua, registrazioni audio-video e parametri biometrici.

Gli assistenti vocali integrati nei sistemi di infotainment trattano dati vocali, cronologie di ricerca, preferenze musicali e contatti telefonici, mentre i sistemi di manutenzione predittiva analizzano parametri che possono rivelare abitudini di utilizzo dell’utilizzatore.

Il quadro normativo: GDPR e AI Act

Il trattamento di questi dati è regolato principalmente da due normative europee complementari: il GDPR (Regolamento UE 2016/679) e il nuovo AI Act (Regolamento UE 2024/1689).

Il GDPR si applica ogni volta che i dati trattati siano riferibili a persone identificate o identificabili. Particolare attenzione merita la disciplina delle categorie particolari di dati, poiché molti sistemi automotive trattano dati biometrici (riconoscimento facciale, analisi vocale) e dati relativi alla salute (monitoraggio parametri vitali, rilevamento della stanchezza).

L’AI Act, applicabile progressivamente fino ad agosto 2026, adotta un approccio basato sul rischio, classificando i sistemi di IA in quattro categorie. Nel settore automotive, numerosi sistemi rientrano nella categoria ad “alto rischio”, con conseguenti obblighi stringenti in materia di gestione del rischio, qualità dei dati di addestramento, documentazione tecnica, supervisione umana, accuratezza e cybersecurity.

Le basi giuridiche del trattamento

Per trattare legittimamente i dati personali, i costruttori automobilistici devono individuare un’adeguata base giuridica.

Il consenso dell’interessato, pur apparendo la soluzione più immediata, presenta criticità legate alla sua effettiva libertà in contesti contrattuali caratterizzati da un possibile squilibrio tra le parti.

L’esecuzione del contratto legittima esclusivamente i trattamenti strettamente necessari per l’erogazione del servizio richiesto dall’utente.

Il legittimo interesse del titolare può fondare trattamenti finalizzati alla sicurezza stradale o alla prevenzione delle frodi, previa valutazione di bilanciamento con i diritti e le libertà degli interessati.

Gli obblighi di legge giustificano invece quei trattamenti imposti da specifiche normative, come il sistema eCall per le chiamate di emergenza.

Obblighi di compliance

I sistemi di intelligenza artificiale in ambito automotive richiedono generalmente lo svolgimento di una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA), obbligatoria quando il trattamento può comportare rischi elevati per i diritti e le libertà delle persone fisiche.

La DPIA deve descrivere i trattamenti previsti, valutarne necessità e proporzionalità, analizzare i rischi e individuare misure di mitigazione adeguate.

I costruttori sono inoltre tenuti a implementare i principi di privacy by design e privacy by default, integrando la protezione dei dati fin dalla progettazione e configurando i sistemi per raccogliere, per impostazione predefinita, solo i dati strettamente necessari.

Tecniche come l’edge computing, il federated learning e la pseudonimizzazione rappresentano strumenti fondamentali per ridurre l’impatto sui dati personali.

Diritti degli interessati e responsabilità

Gli utenti mantengono tutti i diritti previsti dal GDPR, tra cui l’accesso ai dati personali, la rettifica, la cancellazione, la portabilità e il diritto di opposizione.

Particolarmente rilevante è il diritto di non essere sottoposti a decisioni basate unicamente su trattamenti automatizzati, che impone l’implementazione di meccanismi di supervisione umana.

I costruttori devono inoltre adottare misure di sicurezza adeguate, tenere il registro dei trattamenti e gestire eventuali violazioni dei dati personali mediante notifica tempestiva alle autorità competenti e, se necessario, agli interessati.

Sfide specifiche del settore automotive

Il settore automotive presenta peculiarità rilevanti, tra cui:

  • i trasferimenti internazionali di dati;
  • la gestione dei dati nei veicoli usati;
  • l’accesso ai dati da parte di riparatori indipendenti e terze parti.

Ogni aspetto richiede soluzioni tecniche e organizzative dedicate, in grado di coniugare innovazione tecnologica e tutela dei diritti fondamentali.

Conclusione

La compliance in materia di protezione dei dati nel settore automotive richiede un approccio integrato, strutturato e continuativo. Gli obblighi normativi non devono essere percepiti come meri vincoli, ma come un’opportunità di differenziazione competitiva.

Standard elevati di protezione dei dati e una gestione trasparente dell’intelligenza artificiale consentono di costruire un rapporto di fiducia duraturo con gli utenti, elemento essenziale per lo sviluppo sostenibile della mobilità intelligente.

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